LIBRI CONSIGLIATI

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Basato su interviste effettuate mentre era ancora Cardinale presenta, senza eccessi retorici e tentativi di esaltazione, un personaggio molto umano, che ogni tanto alleggerisce il discorso con una battuta o una barzelletta. Un Cardinale che parla in modo accorato del dramma di un paese dalle grandi potenzialità, che ha ceduto alla corruzione, al malaffare e sprecato occasioni importanti. In molti passaggi la sua riflessione sull'Argentina suona, purtroppo, molto centrata anche su quella di questo inizio di 2013 italiano.

 

 

  gioioso

Luis de Whol ripercorre la straordianria vita di San Francesco e dipinge un vivido ritratto dell'epoca e dei suoi protagonisti, da Federico Barbarossa a santa Chiara, dal sultano Al Kamil a papa Innocenzo III, restituendoci la passione e la generosità di un uomo che scelse di lasciare tutto per vivere nel segno dell'amore per il prossimo.

 

 

 

Con la sua immediatezza e la sua spontanea umanità Jorge Mario Bergoglio, il primo pontefice del continente americano, ha conquistato il cuore dei fedeli e l'ammirazione dei non credenti. Ma chi è Francesco, il papa "venuto dalla fine del mondo"? A raccontarcelo in queste pagine è lui stesso, attraverso un colloquio amichevole e appassionato - avvenuto quando era ancora arcivescovo di Buenos Aires - con Abraham Skorka, rettore del Seminario rabbinico della capitale argentina. Non un manifesto dottrinario, dunque, né un trattato teologico sulla Chiesa del XXI secolo, ma un dialogo interreligioso con un uomo di profonda spiritualità, che è uno dei modi privilegiati per assolvere il compito essenziale di ogni cristiano: "avvicinare l'anima dell'uno a quella dell'altro", finché "l'anima dell'uno si riflette nell'altro", e questo è possibile solo se si è capaci di "abbassare le difese, aprire le porte di casa e offrire calore umano". In queste riflessioni con il "fratello" ebreo sui temi fondamentali della vita dell'uomo - la nascita e la morte, le forme della convivenza civile, le insidie del potere, la possibilità di un'etica condivisa tra laici e credenti, l'omosessualità, l'eutanasia - conosciamo Jorge Mario Bergoglio e la sua strada maestra, quella dell'incontro e della costruzione della fraternità. Con gli atei, nella comune scoperta delle ricchezze dell'animo umano; con chi opera per la giustizia sociale, nello sforzo di tradurre in pratica quotidiana la verità del Vangelo.

 

 

"Voglio una Chiesa povera per i poveri, ecco perché ho scelto di chiamarmi Francesco": con queste parole Jorge Bergoglio si è rivolto ai giornalisti nella sua prima udienza pubblica. "La Chiesa non ha natura politica, ma spirituale. È il santo popolo di Dio. Con le sue virtù e i suoi peccati. E al centro non c'è il papa. Cristo è il centro." La gioia e l'amore per i poveri, che hanno ispirato Francesco d'Assisi e che sono stati al centro della vita e dell'apostolato di Jorge Bergoglio in Argentina, sono i valori che dobbiamo comprendere e ricercare nella vita vissuta giorno per giorno, come relazione personale con Dio. In questi quattro esercizi spirituali, papa Francesco ci invita a meditare e riflettere sui valori fondamentali, nel silenzio della solitudine o in comunità, sull'essere felici "nel fare per gli altri", sulla ricerca delle tracce di Cristo nel mondo, per dare un nuovo senso alla nostra vita e alla nostra fede.

 

 

 

 

Dopo la sconvolgente decisione di Papa Benedetto XVI di lasciare il soglio petrino, in sole cinque sedute il Conclave decide di anidare le sorti della cristianità a un Papa latino americano, lontano dalle dinamiche della Curia romana e da alleanze consolidate. Lo sforzo principale di Papa Francesco sarà quello di riportare nella Chiesa coloro che l'hanno abbandonata e non si riconoscono più nel suo Magistero. Perché, come ha affermato lui stesso: "Tocca alla Chiesa riaprire i sentieri della speranza". Questo libro, oltre a tratteggiare la figura del primo pontefice non europeo, del primo gesuita diventato Papa, vuole delineare gli scenari entro cui si muoverà l'argentino Jorge Bergoglio, e di come affronterà i cambiamenti epocali di questo secolo affinché la Chiesa ritrovi quel ruolo e quella dignità che da sempre la contraddistinguono. Un libro acuto, una lettura che lascia un senso di speranza e una rinnovata adesione al nuovo corso della Chiesa cattolica.

 

 

 




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Cosa ne pensa chi lo ha già letto :

 

-Un libro di poche pagine, rivolto ai cristiani delle città. Vi sono esortazioni a non dimenticare il proprio ruolo di evangelizzazione. Una frase mi ha particolarmente colpito: "Chi dice di credere in Dio e "non vede" suo fratello, inganna se stesso". Papa Francesco è un Papa che ha vissuto in prima persona molte delle problematiche contemporanee e si pone esattamente come il Buon Pastore dei nostri tempi.

 

-Papa Francesco scrive in modo semplice e chiaro, spingendo ciascuno ad agire a prendersi le proprie responsabilità di cristiano senza delegare alla Chiesa la colpa della crisi in cui ci troviamo: dopotutto la Chiesa... siamo noi! Tutti!

 

-Piacevole come immaginavo! Facile e semplice nel linguaggio come il viso di chi l'ha scritto. Si può anche rileggere tante volte.

 

-lo ho letto con grande interesse e trasporto spirituale ed emotivo. Sicuramente le sue riflessioni vanno applicate quotidianamente da ognuno di noi, senza tentennamenti: "Lo sguardo dell'amore non discrimina né relativizza, perchè è creativo. L'amore gratuito è fermento che dà slancio a tutto ciò che è buono e lo migliora, trasformando il male in bene, i problemi in opportunità." (cardinale Mario Bergoglio, da "Dio nella città") CONDIVIDO, PoSitivamente e' un libro molto breve, di efficace semplicita' e veloce da leggere. offre una visione generale del rapporto tra Dio e le citta' in trasformazione con le diverse razze, culture e anime che le abitano. fornisce validi spunti di riflessione e alcune linee guida generali per chi vive la dimensione pastorale, anche laica, con le persone, utili anche per se stessi.

 

 

DESCROZIONE 

Sinossi :

 

 

«Innanzitutto bisogna rimettere il cristianesimo in piedi. Occorre, cioè, rimetterlo dritto sul piedistallo in granito della fede: una fede salda, da cui tutto il resto derivi. Continuando, così, il lavoro di colui che ha rinunciato al pontificato e che è giunto a dire: “Il dramma della Chiesa, oggi, è che la fede, soprattutto in Europa, sembra esaurirsi come la fiamma di una candela che non trova più alimento”. » La crisi della cristianità e le sfide del nuovo papato nell’analisi di un grande autore cattolico.




Il saggio è uno scivolone all'indietro del padre dell'apologetica popolare in Italia. I contenuti sono stati evidentemente preparati prima dell'avvento di Papa Francesco giustapposto a modo di appendice nell'ultima parte del libro. Tranne qualche lodevole spunto e qualche frase lapidaria ma isolata di illustri figure della Chiesa, l'intera trama è dettata da una forte dose di pessimismo all'indomani della rinuncia di Benedetto XVI al ministero petrino. I dati sociologici sulla Chiesa sono obsoleti di almeno dieci anni, cosa grave per una realtà in rapido cambiamento e speriamo in... miglioramento. L'analisi è praticamente orientata sulla situazione dell'Europa con assenza di afflato cattolico. Catastrofista e deprimente sembra un manifesto per nostalgici blasonati, incapaci di leggere i segni di una riforma incipiente e promettente nella vita della Chiesa.